giovedì 27 gennaio 2011

Un parere in merito alla pornografia - Wislawa Szymborska

Wislawa Szymborska
Non c'è dissolutezza peggiore del pensare.
Questa licenza si moltiplica come gramigna
su un'aiuola per le margheritine.
Nulla è sacro per quelli che pensano.
Chiamare audacemente le cose per nome,
analisi spinte, sintesi impudiche,
caccia selvaggia e sregolata al fatto nudo,
palpeggiamento lascivo di temi scabrosi,
fregola di opinioni - ecco quel che gli piace.
In pieno giorno o a notte fonda si uniscono in coppie, triangoli e cerchi.
Poco importa il sesso e l'età dei partners.
I loro occhi brillano, gli ardono le guance.
L'amico travia l'amico.
Figlie snaturate corrompono il padre.
Il fratello fa il ruffiano per la sorella minore.
Preferiscono i frutti
dell'albero vietato della conoscenza
alle natiche rosee dei rotocalchi,
a tutta questa pornografia in definitiva ingenua.
I libri che li divertono non sono illustrati.
Il loro unico svago - certe frasi
segnate con l'unghia o la matita.
E' spaventoso in quali posizioni,
con quale sfrenata semplicità
l'intelletto riesca a fecondare l'intelletto.
Posizioni sconosciute perfino al Kamasutra.
Durante questi convegni solo il tè va in calore.
La gente siede sulle sedie, muove le labbra.
Ognuno accavalla le gambe per conto proprio.
Un piede tocca così il pavimento,
l'altro ciondola libero nell'aria.
Solo ogni tanto qualcuno si alza,
va alla finestra
e attraverso una fessura delle tende
scruta furtivo in strada.
Wislawa Szymborska, Vista con granello di sabbia

mercoledì 8 dicembre 2010





Questo pomeriggio a "più libri più liberi" abbiamo assistito alla presentazione di due nuovi romanzi editi dalla giovanissima casa editrice Atmosphere.
Il progetto di Atmosphere è costituito da quattro collane: la biblioteca dell’acqua che accoglie opere in cui è centrale una profonda riflessione su sentimenti, emozioni, conflittualità, linguaggi, culture, luoghi del mondo e dell’animo umano; la biblioteca del fuoco, che è caratterizzata da scritture più trasgressive, scomode, che pongono l'attenzione sui vizi della società; la biblioteca della terra, dedicata agli autori stranieri che scrivono direttamente in italiano e infine dedica ampio risalto alle scrittrici israeliane.
Atmosphere libri esplora il mondo e ricordando e parlando di altri, finisce inesorabimente per parlare di noi.
vai al sito di Atmosphere libri
cover RudisAlla prima collana appartiene "L'uomo del vescovo" di Linden Macintyre, già vincitore del premio della Canadian Booksellers e che attualmente in Canada sta vendendo più del Codice Da Vinci. Incentrato sul tema della pedofilia, L’uomo del vescovo, ispirato ad una storia realmente accaduta, tratteggia il ritratto di un prete pieno di conflitti sull’orlo del precipizio morale, e pone domande difficili e di grande attualità, in modo mai banale, né scontato.
Alla collana del fuoco invece appartiene "il cielo sotto Berlino" di Jaroslav Rudis, Vincitore del prestigioso Premio Jiří Orten dedicato ai giovani scrittori.. 
Il cielo sotto Berlino è scritto in una lingua complessa che mescola più registri da quello letterario a quello colloquiale, che sfocia poi in espressioni gergali o ricalcate dalla lingua tedesca. Centrale nella riuscita di questo libro il ruolo della traduzione dal ceco (a cura di Chiara Rea), molto complessa proprio per la convivenza all'interno dell'opera di questi elementi stratificati all'interno di uno stretto intreccio fra cultura ceca e tedesca. Berlino è la protagonista del romanzo insieme alla sua rete sotterranea di metropolitane, la U-Bahn, il “cielo sotto Berlino” dove si incrociano le vite e le storie di molteplici personaggi.
Ciliegina sulla torta, la presentazione è stata animata dalla recitazione di brani tratti dai libri a cura dell'Associazione Donne di Carta e delle sue "donne libro".
L'associazione è una sorta di accademia della lettura che organizza presentazioni editoriali, seminari di formazione (di base e professionali), conversazioni su temi letterari e scientifici, tavole rotonde e convegni e comunque promuove la lettura in tutte le sue forme.



martedì 30 novembre 2010

Paolo Rossi - Monologo su Pericle

Ci vorrebbe Pericle....

Scritto nel 500 a.C. ci piacerebbe avere adesso politici in grado di affermare e realizzare con tanta lucidità, chiarezza e mancanza di ambiguità un simile programma

"Qui ad Atene noi facciamo così: qui il nostro governo favorisce i molti, invece dei pochi, e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così: le leggi, qui, assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza, quando un cittadino si distingue, allora esso sarà a preferenza di altri chiamato a servire lo stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa, al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così: la libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana, noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro, e non infastidiamo mai il nostro prossimo, se al nostro prossimo piace vivere a modo suo, noi siamo liberi, liberi di vivere, proprio come ci piace, e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari, quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così: ci é stato insegnato di rispettare i magistrati e ci é stato insegnato anche di rispettare le leggi, e di non dimenticare mai coloro che ricevono offesa, e ci e’ stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte, che risiedono nell’universale sentimento di ciò che é giusto, e di ciò che é buonsenso.
Qui ad Atene noi facciamo così: un uomo che non si interessa allo stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile, e benché in pochi siano in grado di dar vita a una politica, beh, tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicita sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma io proclamo Atene scuola dell’Ellade, e che ogni ateniese cresce prostrando in se una felice versastilità la fiducia in se stesso e la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione. Ed é per questo che la nostra città é aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così!"

Mario Monicelli ad Annozero 06 Maggio 2010

sabato 27 novembre 2010

Figli dell'epoca - Wislawa Szymborska

Dedicata a tutti i ragazzi e non che pensano la politica sia una cosa dalla quale stare lontani, una cosa sporca che è meglio non ci riguardi.

Non sanno che anche il nostro silenzio è politica, il nostro non-fare è politica, solo che è la politica degli altri e nostra la colpa del lasciar fare.

Figli dell'epoca - Wislawa Szymborska

Siamo figli dell’epoca,
l’epoca è politica.

Tutte le tue, nostre, vostre
faccende diurne, notturne
sono faccende politiche.

Che ti piaccia o no,
i tuoi geni hanno un passato politico,
la tua pelle una sfumatura politica,
i tuoi occhi un aspetto politico.

Ciò di cui parli ha una risonanza,
ciò di cui taci ha una valenza
in un modo o nell’altro politica.

Perfino per campi, per boschi
fai passi politici
su uno sfondo politico.

Anche le poesie apolitiche sono politiche,
e in alto brilla la luna,
cosa non più lunare.
Essere o non essere, questo è il problema.
Quale problema, rispondi sul tema.
Problema politico.

Non devi neppure essere una creatura umana
per acquistare un significato politico.
Basta che tu sia petrolio,
mangime arricchito o materiale riciclabile.
O anche il tavolo delle trattative, sulla cui forma
si è disputato per mesi:
se negoziare sulla vita e la morte
intorno a uno rotondo o quadrato.

Intanto la gente moriva,
gli animali crepavano,
le case bruciavano e i campi inselvatichivano
come nelle epoche remote
e meno politiche.

venerdì 26 novembre 2010

A proposito di regali di Natale: Boicottiamo il marchio OMSA (meglio scalzi piuttosto che complici)



E' con grande tristezza che inoltro questa mail...
La stessa cosa è successa alle lavoratrici della Perla, …. della Mandarina Duck, ecc.
che ora ha trasferito la produzione in Cina

Anche se il nostro caro presidente del consiglio parla di segni positivi  ho la netta impressione che quest'anno e i prossimi a venire saranno davvero disastrosi per l'Italia.
Amiche e amici,  vi porto via un po' di tempo raccontandovi quello che sta succedendo in questi giorni a Faenza,
più o meno nell'indifferenza generale.
Lo stabilimento OMSA di Faenza (RA) sta per essere chiusonon per mancanza di lavoro , ma per mettere in pratica una politica di delocalizzazione all'estero della produzione per maggiori guadagni.
Il proprietario dell'OMSA, il signor Nerino Grassi, ha infatti deciso di spostare questo ramo di produzione in Serbia, dove ovviamente la manodopera, l'energia e il carico fiscale sono notevolmente più bassi.
Questa decisione porterà oltre 300 dipendenti, in maggior parte donne e non più giovanissime, a rimanere senza lavoro.
Le prospettive di impiego nel faentino sono scarse e le autorità hanno fatto poco e niente per incentivare Grassi a rimanere in Italia
o per trovare soluzioni occupazionali alternative per i dipendenti, salvo poi spendere fiumi di parole di solidarietà adesso che non c'è più niente da fare.
Da giorni le lavoratrici stanno presidiando i cancelli dell'azienda, al freddo, notte e giorno,  in un tentativo disperato di impedire il trasferimento dei macchinari, (tentativo documentato anche da Striscia la Notizia sabato scorso,  ma ad onor del vero il servizio è stato brevissimo e piuttosto superficiale).
Trovo sempre più allucinante che in Italia non esistano leggi che possano proteggere i lavoratori  dall'essere trattati come mere fonti di reddito da lasciare in mezzo a una strada  non appena si profili all'orizzonte l'eventualità di un guadagno più facile.
Le lavoratrici OMSA invitano tutte le donne ad essere solidali con loro,

boicottando i marchi - Philippe Matignon - Sisi - Omsa - Golden Lady
- Hue Donna - Hue Uomo - Saltallegro - Saltallegro Bebè - Serenella -
e vi sarebbero grate se voleste dare il vostro contributo alla campagna,
anche solo girando questa mail a quante più persone potete se non altro per non alimentare l'indifferenza.
Le lavoratrici OMSA ringraziano quindi per l'aiuto e il supporto che vorrete dargli
quali ennesime vittime di una legislazione che protegge sempre più gli interessi unicamente lucrativi degli imprenditori che non la vita e la condizione lavorativa dei dipendenti.